Il Consiglio generale della magistratura spagnolo ha deferito a un possibile procedimento disciplinare una controversa sentenza del giudice Juan Carlos Peinado, dopo che la decisione, presa dalla presidente del Consiglio Isabel Perelló, è stata frutto di una votazione a maggioranza risicata.
La decisione fa seguito alle dichiarazioni di Peinado, il quale aveva insinuato che gli agenti di polizia incaricati della protezione di Begoña Gómez, moglie del Primo Ministro Pedro Sánchez, avrebbero potuto aiutarla a lasciare la Spagna, autonomamente o su ordine dei superiori.
Il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska ha presentato una denuncia, sostenendo che i commenti gettavano ingiustificati dubbi sulla professionalità delle forze di sicurezza spagnole.
L'ufficiale disciplinare valuterà ora se il linguaggio del giudice possa configurarsi come abuso di autorità o come grave mancanza di rispetto nei confronti degli agenti della polizia giudiziaria.
Quattro consiglieri conservatori si sono opposti al rinvio, sostenendo che la sentenza di Peinado fosse una decisione giudiziaria che poteva essere impugnata solo attraverso la normale procedura di appello. Hanno avvertito che un provvedimento disciplinare avrebbe potuto compromettere l'indipendenza della magistratura.
La decisione mette in luce le profonde divisioni all'interno dell'organo di governo della magistratura in merito alla condotta di Peinado nel caso che coinvolge Gómez, la sua consulente Cristina Álvarez e l'imprenditore Juan Carlos Barrabés.
Peinado ha disposto che il caso proceda a giudizio e ha imposto misure cautelari a Gómez e Álvarez, tra cui il sequestro dei passaporti, il divieto di viaggio e la comparizione in tribunale ogni due settimane.












