Le stazioni di servizio della provincia di Alicante stanno registrando un'ondata di automobilisti che fanno rifornimento, a causa dei crescenti timori che i prezzi del carburante siano destinati a salire alle stelle a seguito delle nuove tensioni in Medio Oriente.

Le code si sono accumulate nei piazzali di servizio, mentre gli autisti si affrettano a fare rifornimento prima che i prezzi aumentino ulteriormente a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran. Ma i leader del settore invitano alla calma, insistendo sul fatto che non vi è alcun rischio di carenza.

La Federación Mediterránea de Empresarios de Estaciones de Servicio (Fedmes) si è mossa rapidamente per rassicurare l'opinione pubblica: le forniture sono garantite e, mentre i prezzi salgono, non c'è bisogno di farsi prendere dal panico.

"Vogliamo inviare un messaggio di calma", ha sottolineato la federazione. Tuttavia, ha ammesso che l'impennata dei prezzi globali del petrolio sta già colpendo i consumatori. In sole 24 ore, il prezzo del carburante è aumentato di circa due centesimi al litro, e questo potrebbe essere solo l'inizio.

Secondo le stime del settore, se le tensioni geopolitiche dovessero persistere, il prezzo del gasolio potrebbe aumentare fino a 12 centesimi al litro nei prossimi giorni, mentre quello della benzina potrebbe aumentare di circa 6 centesimi. Molti clienti non solo stanno facendo rifornimento alle loro auto, ma stanno anche facendo scorta per gli impianti di riscaldamento e le esigenze di distribuzione, prevedendo ulteriori aumenti.

L'impennata è dovuta all'aumento dei prezzi del petrolio greggio sui mercati internazionali. Sebbene l'OPEC+ abbia annunciato piani per aumentare la produzione – una mossa che dovrebbe contribuire a stabilizzare i prezzi – l'incertezza continua a scuotere i mercati energetici.

Nonostante la tensione, Fedmes insiste sul fatto che la Spagna sia ben protetta. Il Paese possiede riserve strategiche di carburante e gestisce le proprie raffinerie, approvvigionandosi di greggio da diversi fornitori internazionali. Questa diversificazione, sostengono, protegge la Spagna da un'eccessiva dipendenza da un singolo produttore.

Gli addetti ai lavori ricordano i primi giorni della guerra in Ucraina, quando i prezzi del carburante salirono alle stelle nel giro di pochi giorni. Quella crisi, a loro dire, costrinse l'Europa a ripensare le proprie catene di approvvigionamento e ad ampliare la propria base di fornitori, una decisione che ora sta dando i suoi frutti.

Per ora, non ci sono segnali di acquisti dettati dal panico o di razionamento. Ma con il Medio Oriente che gioca un ruolo fondamentale nella produzione e nelle rotte di trasporto del petrolio a livello mondiale, i mercati rimangono tesi.

Il messaggio delle pompe è chiaro: le scorte sono sicure, ma gli automobilisti dovranno prepararsi all'aumento dei prezzi nei prossimi giorni.