La Generalitat interrompe il progetto di 76 case sulla Rambla
Il governo regionale valenciano ha bloccato un controverso progetto edilizio a San Miguel de Salinas, che avrebbe previsto la costruzione di 76 case e un supermercato di 6,000 m² su un terreno soggetto a inondazioni.
Il progetto, approvato nel 2020 dal consiglio comunale guidato dal PSOE, mirava a riclassificare 26,000 metri quadrati di terreno non edificabile nell'area della Laguna Blu, in modo da poterlo urbanizzare. Tuttavia, il sito si trova in una valle a fondo piatto, classificata da anni come a rischio geomorfologico di alluvione ai sensi del piano regionale di prevenzione delle inondazioni, PATRICOVA.
Nonostante ciò, l'amministrazione comunale ha approvato il Piano Parziale SUS-R4 UEF Laguna Blu con tutte le relazioni tecniche favorevoli. Le obiezioni dell'Associazione dei Residenti di "San Miguel Arcángel" sono state respinte, nonostante il rischio di inondazione sia chiaramente indicato nelle mappe regionali ufficiali dal 2003 e nella loro revisione del 2015.
Il complesso residenziale era delimitato da strade residenziali preesistenti e dalla scuola privata Villamartín, e si trova a monte del campo da golf Villamartín, nella vicina Orihuela. I residenti hanno avvertito che costruire lì non solo avrebbe messo a repentaglio le nuove abitazioni, ma avrebbe anche potuto peggiorare le inondazioni a valle.
Dopo l'approvazione locale, il piano è stato inviato al dipartimento regionale dell'ambiente per la valutazione. Quest'anno, la Gazzetta Ufficiale della Generalitat ha pubblicato un netto rifiuto. Il rapporto ambientale afferma categoricamente che la legge valenciana vieta la riclassificazione di terreni non edificabili a rischio di alluvione in terreni urbani o edificabili.
La sentenza ha anche evidenziato preoccupazioni di carattere ecologico, descrivendo il terreno come un "ponte verde" che consente il movimento della fauna selvatica e il drenaggio naturale delle acque tra le aree residenziali. Urbanizzarlo, afferma il rapporto, reciderebbe quel corridoio ecologico e danneggerebbe l'infrastruttura verde della zona. Ha inoltre sottolineato la cronica scarsità d'acqua della Vega Baja e ha criticato la mancanza di dati chiari sull'approvvigionamento idrico a lungo termine per le abitazioni e gli spazi commerciali previsti.
Gli sviluppatori avevano sostenuto che il terreno fosse un'"isola urbana" che necessitava di essere consolidata e avevano fatto riferimento a vecchi accordi urbanistici che davano loro diritto a un indennizzo dopo la cessione di terreni per servizi pubblici. Si erano inoltre basati sul Piano Urbanistico Generale, ora annullato e successivamente ribaltato dalla Corte Suprema per aver autorizzato la costruzione di fino a 40,000 abitazioni insostenibili.
Alla fine, la legge regionale si è rivelata decisiva: i terreni a rischio alluvione non possono essere riclassificati. La decisione della Generalitat lascia il progetto saldamente sott'acqua, almeno sulla carta.












