Anche dopo che le tempeste hanno inzuppato gran parte della Spagna, Marina Baja—sede di Benidorm e delle città circostanti—rimane in gravi problemi idriciI bacini idrici sono allarmantemente bassi, con Amadorio al 27% e Guadalest al 32%, lasciando la regione in difficoltà nel soddisfare la domanda dopo tre anni di siccità.

Parte del problema deriva da un Sentenza della Corte Suprema forzando i flussi ecologici durante tutto l'anno nei fiumi Guadalest e Amadorio. "Ogni goccia conta quando non ce n'è da sprecare", avverte Jaime Berenguer, direttore tecnico del Consorzio Idrico Marina Baixa. Le dighe stanno già rilasciando più acqua di quanta ne raccolgano, esercitando una pressione aggiuntiva su una popolazione che dipende da 45 ettometri cubi all'anno per le abitazioni e l'agricoltura.

La regione ora fa molto affidamento su Impianto di dissalazione di Mutxamel acqua, ma è solo una soluzione provvisoria. I progetti per un nuovo impianto di desalinizzazione a Benidorm e per i lavori di ammodernamento a Vila Joiosa non saranno pronti prima di anni, e il consorzio avverte che decenni di investimenti insufficienti hanno reso Marina Baixa vulnerabile.

Il turismo aggiunge un ulteriore strato di tensione. Con migliaia di visitatori che si riversano a Benidorm, la posta in gioco è alta. Le autorità si trovano ad affrontare un difficile equilibrio: preservare la circolazione dei fiumi per l'ambiente e garantire al contempo acqua a sufficienza per residenti, aziende agricole e aziende.

Il messaggio è chiaro: le tempeste da sole non risolveranno la crisi, e Marina Baixa resta in massima allerta.