È ripresa la battaglia sull'identità di Orihuela, ma i critici si chiedono perché non siano stati consultati 30,000 residenti della costa.
Una nuova petizione che chiede al comune di adottare il doppio nome Orihuela–Oriola ha riacceso il dibattito al Municipio di Orihuela. L'iniziativa, guidata da due organizzazioni di destra, la Fondazione Constantí Llombart e l'Ateneo Viento del Pueblo, è stata formalmente ripresentata ai consiglieri durante la sessione plenaria di giovedì e promossa pubblicamente durante una manifestazione legata al patrimonio culturale legato all'eredità del poeta Miguel Hernández.
Gli attivisti si sono radunati nella piazza antistante il municipio per raccogliere firme e sostenere la proposta, registrata ufficialmente per la prima volta il 27 maggio 2025. Il loro obiettivo è chiaro: spingere il consiglio ad avviare il processo amministrativo necessario per riconoscere "Oriola" - lo storico nome valenciano della città - insieme a Orihuela come parte di una doppia denominazione ufficiale.
Al termine della sessione, i rappresentanti della Fondazione Constantí Llombart hanno incontrato il gruppo dirigente. In una successiva dichiarazione, hanno affermato che il sindaco José Vegara (PP) e il consigliere Manuel Mestre (Vox) si sono dimostrati disponibili e hanno ascoltato attentamente le loro argomentazioni.
I sostenitori sostengono che il ripristino del nome medievale "Oriola" rafforzerebbe il peso culturale della città all'interno della Comunità Valenciana, ne valorizzerebbe il profilo storico come porta meridionale dell'ex Regno di Valencia e favorirebbe una più ampia coesione territoriale. Sottolineano inoltre l'importanza della Caja Rural Central de Orihuela come prova della rilevanza economica del comune.
Tuttavia, la proposta ha sollevato un interrogativo sempre più sentito: che ne sarà dei circa 30,000 residenti che vivono lungo la costa di Orihuela? I detrattori sostengono che un cambiamento così simbolico ma significativo non dovrebbe procedere senza una più ampia consultazione, in particolare tra le comunità costiere che spesso si sentono emarginate nei processi decisionali comunali.
Per ora, la proposta del doppio nome torna all'ordine del giorno comunale. Se approvata politicamente, dovrà comunque superare un complesso iter amministrativo, che include l'approvazione plenaria e la convalida da parte delle autorità superiori, prima che qualsiasi modifica ufficiale possa entrare in vigore.












