La Spagna sta affrontando una tempesta di critiche a Bruxelles per aver permesso al gigante tecnologico cinese Huawei di gestire l'archiviazione dei dati per le intercettazioni giudiziarie, una mossa che, avvertono i legislatori dell'UE, potrebbe mettere a rischio i "gioielli della corona" dell'intelligence europea.
La controversia è scoppiata dopo che la Spagna ha assegnato un contratto multimilionario a Huawei la scorsa estate, provocando gli avvertimenti degli Stati Uniti che la condivisione di informazioni di intelligence con Madrid potrebbe essere limitata. I critici affermano che l'accordo evidenzia la continua difficoltà dell'Europa a proteggere i sistemi digitali sensibili da fornitori stranieri ad alto rischio.
Markéta Gregorová, parlamentare ceca impegnata a negoziare le nuove norme UE sulla sicurezza informatica, ha criticato duramente la Spagna per aver affidato dati sensibili a un "fornitore ad alto rischio", avvertendo che ciò potrebbe "avvelenare il pozzo della condivisione di informazioni di intelligence europea". Il politico dell'opposizione Juan Ignacio Zoido Álvarez ha ribadito la stessa preoccupazione, affermando che la decisione di Madrid "mette a rischio la sicurezza dell'UE".
L'Unione Europea classifica Huawei come fornitore ad alto rischio e ha proposto una nuova legislazione per allontanare tali aziende dalle infrastrutture critiche, dopo anni di divieti volontari che non sono riusciti a limitarne la presenza.
Madrid difende il contratto, insistendo sul fatto che i sistemi di archiviazione sono stati acquistati tramite aziende europee e integrati nella rete di sorveglianza statale di Telefónica, SITEL. I funzionari affermano che Huawei gestisce solo una porzione minore e isolata del sistema e non rappresenta alcuna minaccia per la sicurezza o la sovranità tecnologica.
Juan Fernando López Aguilar, eurodeputato del Partito Socialista al governo in Spagna, ha respinto l'intervento dell'UE come superfluo, insistendo sul fatto che non vi è alcun rischio di spionaggio o compromissione dei dati. Huawei non ha rilasciato dichiarazioni sulla controversia.












