La Procura spagnola ha chiesto a un giudice di autorizzare l'esame di una mozione di sfiducia presentata dal PSOE a San Fulgencio, dopo aver concluso che il Partito Popolare (PP) ha bloccato illegalmente il voto durante una riunione del consiglio comunale nel giugno 2025.

In una memoria ufficiale del 25 gennaio, i pubblici ministeri sostengono che la decisione presa dalla commissione provvisoria del consiglio, basata sull'età, di impedire la discussione della mozione era "manifestamente illegale" e violava il diritto fondamentale dei consiglieri alla partecipazione politica. Il caso riguarda il municipio di San Fulgencio, che serve un comune di circa 10,000 residenti.

La mozione di sfiducia è stata presentata da sei consiglieri socialisti, sostenuti da un consigliere indipendente, e mirava a rimuovere il sindaco del PP, José María Ballester. Tuttavia, durante la sessione plenaria del 18 giugno 2025, la mozione è stata bloccata dalla commissione di presidenza provvisoria, composta da due consiglieri del PP, Paulino Herrero e Laura Bernabé, che si è rifiutata di consentirne l'esame.

La Procura chiede ora al tribunale di annullare tale decisione e di disporre l'immediata trattazione della mozione. Chiede inoltre che, qualora la sentenza fosse favorevole al PSOE, i due consiglieri che hanno bloccato il voto vengano formalmente ammoniti che il mancato rispetto di un ordine giudiziario potrebbe costituire un reato di disobbedienza.

La controversia è sorta dopo che i consiglieri presidenti hanno sostenuto che uno dei sette firmatari della mozione, Alain Vandenbergen, non poteva essere conteggiato ai fini della maggioranza assoluta richiesta perché aveva precedentemente sostenuto l'amministrazione locale. I procuratori respingono questa interpretazione, osservando che si basava su disposizioni di legge all'epoca non più valide.

Secondo l'accusa, una delle norme citate era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel 2017, mentre un'altra era stata annullata solo poche settimane prima della sessione plenaria del giugno 2025. Anche se tali norme fossero ancora in vigore, i procuratori affermano che la decisione rimarrebbe giuridicamente discutibile, poiché sostenere le decisioni del governo non equivale ad appartenere al gruppo politico di governo.

Vandenbergen non si iscrisse mai al PP, essendo stato eletto con una lista indipendente. Sebbene avesse occasionalmente appoggiato decisioni esecutive, mantenne sempre il suo status di consigliere indipendente e abbandonò formalmente il partito il giorno stesso della firma della mozione.

I procuratori sottolineano inoltre che il segretario comunale ha ripetutamente avvertito i consiglieri in carica durante la seduta che la mozione era legittima e doveva essere esaminata. Nonostante questi avvertimenti, i consiglieri del PP hanno aggiornato la seduta senza votazione, basandosi invece su una relazione legale esterna presentata lo stesso giorno dal sindaco destinatario della mozione.

Sebbene la Procura riconosca che la relazione esterna possa aver creato confusione, in particolare data la scarsa formazione giuridica dei consiglieri coinvolti, sottolinea che ciò non giustifica quella che descrive come una chiara violazione della legge. Il rifiuto di consentire il voto, affermano i procuratori, ha violato l'articolo 28 della Costituzione spagnola, negando ai consiglieri dell'opposizione un meccanismo democratico espressamente previsto dalla legge.

L'accusa ha escluso il reato di abuso d'ufficio, citando circostanze attenuanti, ma insiste sul fatto che la decisione è stata ingiusta e comporta una responsabilità politica. L'esito finale spetta ora al giudice, la cui sentenza potrebbe riaprire la procedura di sfiducia a poco più di un anno dalle prossime elezioni comunali.