L'Alta Corte di Giustizia della Comunità Valenciana (TSJCV) ha annullato l'ordinanza sulla raccolta dei rifiuti a Callosa de Segura. La sentenza fa seguito a un ricorso legale presentato dal Partito Popolare (PP) contro un forte aumento dei prezzi – decretato dalla coalizione PSOE-IU-UCIN – che ha visto le tariffe annuali salire da 60 euro a 178 euro.
La decisione della corte evidenzia diverse carenze critiche nei fondamenti tecnici ed economici dell'ordinanza:
- Mancanza di giustificazione: Le relazioni tecniche non spiegavano i criteri utilizzati per calcolare la tariffa.
- Disprezzo per il principio “chi inquina paga”: L'imposta non teneva conto del volume dei rifiuti prodotti né delle circostanze specifiche dei contribuenti.
- Differenziazione inadeguata: Delle 13,169 abitazioni della città, a oltre 12,000 è stata applicata una tariffa uniforme, ignorando variabili come la metratura, il consumo di acqua o il numero di residenti.
Un precedente a livello provinciale
La sentenza ha provocato un'ondata di scossa nella provincia di Alicante perché la struttura fiscale di Callosa segue un modello ideato da SUMA, l'ente tributario provinciale. Lo stesso schema è utilizzato da molti altri comuni.
In Orihuela, ad esempio, sono state sollevate lamentele simili riguardo a una tariffa fissa che ignora le realtà socioeconomiche.
Sebbene il Consiglio comunale di Callosa intenda presentare ricorso, ha anche minimizzato l'impatto immediato, osservando che l'ordinanza in questione è già stata sostituita da una versione del 2026. Tuttavia, il PP sostiene che la sentenza evidenzi una "totale mancanza di rigore e legalità", avvertendo che le tasse attuali e future devono ora essere rigorosamente ristrutturate per allinearle al principio "chi inquina paga".
Ripercussioni politiche e preoccupazioni sulla trasparenza
In seguito alla sentenza, il PSOE ha rivolto la sua attenzione alla trasparenza, chiedendo agli organi di governo di chiarire come i residenti possono richiedere le riduzioni fiscali. Sostengono che il sistema attuale rimane "ingiusto e iniquo", in particolare per le famiglie numerose, e criticano il governo per non aver migliorato i servizi di smaltimento rifiuti nonostante l'aumento dell'onere finanziario per i cittadini.












