Il tribunale provinciale di Alicante ha condannato l'ex sindaco di Orihuela Mónica Lorente e altri otto imputati nel caso principale di corruzione Brugal, che ha esaminato presunte irregolarità nell'assegnazione dell'appalto per la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti della città.
In una sentenza che ribalta parzialmente una precedente sentenza di assoluzione, la Corte ha condannato nove dei 33 imputati a pene detentive che vanno dai quattro mesi ai tre anni e nove mesi. La decisione fa seguito a un'ordinanza della Corte Suprema che impone alla Corte Provinciale di emettere una nuova sentenza dopo aver convalidato prove precedentemente dichiarate inammissibili.
Lorente, sindaco tra il 2007 e il 2011, è stato condannato a quattro mesi di carcere per concorso in frode. Gli ex consiglieri Antonio Rodríguez, Manuel Abadía e Ginés Sánchez sono stati condannati rispettivamente a quattro mesi, cinque mesi e un anno di carcere.
Sono stati condannati anche l'ex revisore dei conti comunale, José Manuel Espinosa, condannato a otto mesi di carcere, e l'imprenditore Ángel Fenoll, proprietario di Proambiente SL e Colsur SL, le cui condanne complessive ammontano a tre anni e nove mesi. Il figlio di Fenoll è stato condannato a un anno di carcere, mentre due colleghi sono stati condannati rispettivamente a quattro e otto mesi.
La sentenza, notificata lunedì alle parti e nuovamente impugnabile in Corte Suprema, obbliga anche cinque delle nove parti condannate (Mónica LR, Ángel FP, Francisco Javier BG, Antonio RM e Ginés SL) a risarcire in solido il Comune di Orihuela con quasi 600,000 euro, nonché l'importo che viene definitivamente stabilito in un altro procedimento giudiziario da un Tribunale Amministrativo di Elche.
Tra gli assolti c'è José Manuel Medina, che era anche sindaco di Orihuela durante il periodo oggetto delle indagini.
La sentenza rappresenta la seconda sentenza emessa dal Tribunale provinciale di Alicante nel caso relativo all'appalto per la gestione dei rifiuti aggiudicato dal Comune di Orihuela. Nella prima sentenza, pronunciata nel 2020, tutti gli imputati erano stati assolti dopo che le intercettazioni e le perquisizioni erano state dichiarate invalide. Tale decisione è stata annullata dall'Alta Corte nel luglio 2024, che ha confermato la legittimità delle prove e ha ordinato una nuova valutazione.
La nuova sentenza è stata redatta dai giudici José Teófilo Jiménez e Gracia Serrano dopo che il magistrato autore della sentenza originale non ha potuto partecipare per motivi di salute.
Nella sua decisione, la Corte Suprema ha confermato l'indagine di polizia e ha criticato la precedente esclusione delle prove, affermando che mancava di una "base logica e razionale" e violava il diritto dell'accusa a una tutela giurisdizionale effettiva. La Corte ha stabilito che un nuovo processo non era necessario, osservando che gli imputati avevano già presentato la loro difesa e che le registrazioni video e l'ampia documentazione attenuavano il tempo trascorso dai presunti eventi, che risalgono a oltre due decenni fa.
Il caso riguarda eventi accaduti tra il 2000 e il 2008, quando il Consiglio comunale di Orihuela, allora governato dal Partito Popolare (PP), affidò l'appalto per la raccolta dei rifiuti a un consorzio in seguito noto come UTE Orihuela Capital de la Vega Baja. Inizialmente, i pubblici ministeri accusarono gli imputati di reati quali frode, abuso di potere, corruzione, traffico di influenze illecite e associazione a delinquere, chiedendo condanne fino a 38 anni di carcere.
Lorente e Fenoll sono implicati anche in altri rami dell'inchiesta Brugal, tra cui un caso relativo all'impianto di trattamento dei rifiuti di Vega Baja, ancora in attesa di una sentenza della Corte Suprema. Un altro caso correlato a Brugal, riguardante la gestione dei rifiuti a Calp, in cui diversi imputati sono stati assolti, è anch'esso in attesa di una decisione definitiva da parte della Corte Suprema del Paese.












