Il Partito Socialista (PSOE) ha accusato il governo locale di aver permesso che le Eras de la Sal cadessero in un "abbandono totale", nonostante i ripetuti avvertimenti emessi negli ultimi 18 mesi.

La portavoce del PSOE, Bárbara Soler, ha affermato che i resti archeologici del sito sono stati lasciati esposti a danni atmosferici e vandalismo, senza un'adeguata recinzione o sorveglianza. Ha ricordato che, interrogato in una riunione del consiglio, il sindaco ha affermato che una relazione tecnica sconsigliava l'intervento, sostenendo che la vegetazione rigogliosa fungeva da "protezione naturale". Il PSOE ha successivamente confermato l'inesistenza di tale relazione.

Invece, il partito ha ottenuto un'altra valutazione che descriveva gravi rischi: recinzioni rotte, accessi incontrollati che portavano ad abusivismo e abbandono di rifiuti, scavi archeologici esposti, vulnerabili all'erosione e al saccheggio, e condizioni igieniche precarie causate da rifiuti, vegetazione incontrollata e parassiti.

"Questo rapporto dimostra che il sindaco ha mentito e che avrebbero dovuto essere prese misure preventive", ha affermato Soler, sottolineando l'urgente necessità di una nuova recinzione per proteggere i resti e migliorare la sicurezza pubblica.

Soler ha anche osservato che negli ultimi anni il sito è stato associato a incendi, graffiti, spaccio di droga e persino a un omicidio. "È intollerabile che un sito di tale valore storico sia ridotto in questo stato", ha affermato.

Il PSOE ha inoltre accusato il governo locale di aver minimizzato le scoperte nella parte superiore del sito, dove sono stati recentemente rinvenuti resti preziosi. Soler ha messo in dubbio se ciò fosse legato ai progetti per il Museo del Mare e del Sale, progettato nello stesso luogo.

"Il Partito Popolare ha dimostrato ancora una volta la sua mancanza di rispetto per il nostro patrimonio storico", ha concluso.