Una donna britannica di 63 anni è stata arrestata a Benidorm dopo aver presumibilmente strangolato un'amica di 65 anni con il cavo di un aspirapolvere durante una lite avvenuta mercoledì sera tardi.

Secondo le prime informazioni, una terza donna, anche lei un'amica, ha assistito all'aggressione all'interno dell'appartamento della vittima e, in preda al panico, ha immediatamente chiamato il numero di emergenza spagnolo, il 112. La polizia ha poi confermato che la vittima viveva nell'appartamento e possedeva un cane, che nel frattempo è stato trasferito.

La scena del crimine: Rincón de Loix
L'omicidio è avvenuto in un appartamento duplex a Rincón de Loix, un quartiere di Benidorm noto per la sua numerosa comunità britannica. Molte attività commerciali locali, dai pub alle agenzie immobiliari, sono rivolte quasi esclusivamente a residenti e turisti britannici.

Giovedì, la porta dell'appartamento è rimasta sigillata con il nastro adesivo della polizia. All'esterno, l'auto della vittima e il suo scooter elettrico erano ancora parcheggiati. Sebbene la donna non soffrisse di problemi di mobilità, a quanto pare usava lo scooter per spostarsi in città, un'abitudine comune tra i visitatori e i residenti di Benidorm. Sul posto era presente anche un secondo scooter, anche se non è chiaro se appartenesse al sospettato o alla vittima.

I vicini hanno descritto la vittima come una donna gentile e amichevole, solitamente vista mentre portava a spasso il cane o parcheggiava il suo scooter. Molti residenti hanno affermato di non essersi accorti dell'incidente finché non hanno visto la presenza della polizia.

Risposta alle emergenze e arresto
In seguito alla chiamata al 112, le autorità hanno attivato il protocollo spagnolo per le morti violente. La polizia locale, la polizia nazionale e i servizi medici di emergenza sono accorsi sul posto, ma la vittima era già morta al loro arrivo. È stata trovata con il cavo dell'aspirapolvere ancora stretto intorno al collo, con chiari segni di morte per asfissia.

La sospettata, che non ha opposto resistenza all'arresto, ha ammesso l'omicidio, sebbene il suo movente rimanga sconosciuto. È stata successivamente trasportata in ambulanza presso un centro sanitario locale per una valutazione medica, procedura standard dopo un arresto.

Nel frattempo, la polizia scientifica ha messo in sicurezza l'appartamento, raccolto prove e sequestrato il cavo dell'aspirapolvere per l'analisi del DNA e delle impronte digitali. Gli investigatori hanno anche raccolto la dichiarazione del testimone, che sta collaborando pienamente.

L'autopsia conferma la causa della morte
Verso le 3 del mattino, per ordine del giudice di turno del Tribunale Istruttorio n. 2 di Benidorm, la salma della vittima è stata trasferita all'Istituto di Medicina Legale di Alicante.

L'autopsia preliminare ha confermato che la causa della morte è stata l'asfissia meccanica dovuta a strangolamento, in linea con la valutazione iniziale del medico legale e con la testimonianza del testimone.

I risultati definitivi sono in attesa di ulteriori test.