Domenica 28 aprile si sono tenute le elezioni generali in Spagna. Le elezioni sono state caratterizzate da un'elevata affluenza alle urne (76%). Secondo i risultati preliminari, con il 99% dei voti scrutinati, nessun partito ha ottenuto la maggioranza assoluta. Il Partido Socialista Obrero Español (PSOE, ovvero Partito Socialista) ha ottenuto il maggior numero di seggi, con 123 (85 nel 2016) sui 350 del Congresso dei Deputati.
A seguire i Socialisti con un margine significativo, il Partido Popular (PP) con 66 seggi (contro i 137 del 2016), perdendo terreno rispetto alle ultime elezioni, seguito a ruota da Ciudadanos (Cs), un altro partito di centro-destra, con 57 seggi (32 nel 2016). Unidas Podemos, un partito di centro-sinistra, ha ottenuto 42 seggi (71 nel 2016). Il partito Vox ne ha ottenuti 24, diventando il primo partito di estrema destra con rappresentanza al Congresso dopo il ritorno della democrazia in Spagna.
Pertanto, PSOE e UP sommati otterrebbero 165 seggi, mancando di 11 seggi la maggioranza assoluta al Congresso (176 seggi). La somma di PP, Cs e Vox ammonterebbe a 147 seggi, ben al di sotto della soglia di maggioranza.
In seguito ai risultati elettorali, DBRS considera un governo a guida socialista lo scenario più probabile. DBRS prevede che la formazione di un nuovo governo richiederà tempo. A maggio si terranno le elezioni regionali ed europee. Inoltre, è in corso un delicato processo giudiziario che coinvolge ex funzionari del governo catalano. D'altra parte, data la solida posizione del PSOE, un parlamento in stallo e una potenziale ripetizione delle elezioni, o un governo di destra, sembrano ora improbabili.
DBRS considera due possibili risultati:
— Un governo guidato dal PSOE con il sostegno dell'UP sembra ora l'esito più probabile, secondo DBRS. Questa combinazione politica necessita del sostegno parlamentare dei partiti minori. Mentre per ottenere un voto di investitura al primo tentativo è necessaria la maggioranza assoluta, per vincere al secondo tentativo è sufficiente una sola maggioranza.
Pertanto, l'astensione dei partiti al di fuori di P-Cs-Vox potrebbe consentire la formazione di un governo PSOE-UP, potenzialmente senza ricorrere ai partiti indipendentisti catalani. Un governo del genere, tuttavia, comporterebbe un aumento della spesa pubblica, potenzialmente finanziato da una maggiore tassazione, o un arretramento delle riforme strutturali, che potrebbe aggravare l'attuale rallentamento economico in Spagna.
Tuttavia, DBRS si aspetta che i partiti rispettino e operino nel rispetto delle regole imposte dal quadro fiscale dell'UE. Ci aspettiamo che le misure di bilancio 2019 costituiscano un modello per il futuro governo, sebbene l'attuale mandato più restrittivo potrebbe portare a misure più incisive.
— DBRS ritiene meno probabile che un governo guidato dal PSOE ottenga la maggioranza assoluta con il sostegno di Ciudadanos. In questo scenario, DBRS si aspetterebbe un ulteriore consolidamento fiscale, con una politica fiscale potenzialmente più favorevole alle imprese e riforme economiche per affrontare le sfide a medio termine della Spagna.
Questa opzione incontra una certa resistenza interna in entrambi i partiti, con Cs che l'ha esplicitamente esclusa in vista delle elezioni, ma un accordo potrebbe essere raggiunto più avanti, se un accordo PSOE-UP non dovesse concretizzarsi.
In Spagna, il sostegno può manifestarsi sotto forma di adesione di un partito al governo come partner di minoranza oppure sotto forma di sostegno esplicito/implicito in parlamento.
L'opinione generale di DBRS è che queste elezioni non porteranno a cambiamenti radicali nelle politiche. Sebbene permanga una certa incertezza politica, DBRS ritiene che diverse caratteristiche radicate nella politica spagnola limiteranno risultati più radicali. Tra queste: il forte sostegno ai partiti politici centristi, l'assenza di partiti euroscettici significativi e l'impegno dei partiti tradizionali nei confronti del quadro fiscale dell'UE.
In questo contesto, DBRS non prevede un impatto significativo sulla traiettoria economica o fiscale del Paese a seguito dell'esito elettorale. DBRS prevede che la crescita rimarrà robusta, nonostante la decelerazione in corso. Per il 2019 e il 2020, DBRS prevede che la crescita spagnola continuerà a superare la media dell'area euro.
Sebbene la crescente incertezza politica possa influire sulla fiducia di consumatori e investitori, l'economia spagnola ha superato con successo periodi di incertezza politica nel recente passato. Secondo DBRS, durante l'impasse politica del 2016 o al culmine della crisi catalana alla fine del 2017, non si è registrato alcun impatto tangibile sulla crescita economica.
Secondo DBRS, i rapporti tra bilancio e debito pubblico continueranno a diminuire gradualmente, supportati anche dal dinamismo dell'economia spagnola. La Spagna è pronta a uscire dalla Procedura per i Disavanzi Eccessivi (PDE) dopo aver registrato un disavanzo pubblico del 2.5% del PIL nel 2018. DBRS ritiene che il prossimo governo manterrà l'impegno al risanamento fiscale, come dimostrato negli ultimi anni.
Più incerta è invece la prospettiva di misure decisive per migliorare concretamente il deficit fiscale strutturale, migliorare la sostenibilità a medio termine del sistema pensionistico o migliorare la crescita potenziale.
Inoltre, la questione catalana e la sua gestione politica resteranno molto probabilmente al centro del dibattito politico, come si è visto durante il periodo della campagna elettorale.
C'è il rischio di una nuova escalation delle tensioni nei prossimi mesi, poiché la Corte Suprema potrebbe emettere un verdetto intorno all'estate, sebbene il rischio di uno stallo tra il governo centrale e quello regionale sia diminuito con lo scarso risultato elettorale del PP-Cs-Vox insieme in queste elezioni.
Tuttavia, l'impatto economico della situazione politica in Catalogna è stato finora relativamente contenuto.













